L'immagine femminile, nel segno di Marilyn

di: Francesca Franco

Il tema dell'immagine femminile è ricorrente nella pittura di Marra, quasi egli avvertisse in essa il coagularsi di un'identità propria, complementare rispetto a quella maschile della veglia e della coscienza. Un'identità irrazionale, legata al primo anno di vita, senza linguaggio articolato, con cui egli ha saputo rimanere sempre in contatto e difendere quale Luogo dei pensieri, come esplicitamente rivela un suo dipinto del 2012.
Nella realtà, lo ha aiutato a incontrare-e-riconoscere persone che si sarebbero poi rivelate fondamentali per la sua vita e per il suo lavoro.

Nell'arte, lo porta a scontrarsi con una tra le icone più radicate nell'immaginario collettivo occidentale, Marilyn Monroe. Una figura solo apparentemente facile e glamour, perché profetica della rivoluzione sessuale avviata, ancora prima del 68, da un nuovo tipo di donna: autonoma, sincera, problematica nel suo desiderio di conoscere il mondo e se stessa, ma che la morte assurda e prematura aveva reso testimone-vittima tanto di una ricerca autentica e ansiosa quanto di una profonda insoddisfazione.

l immagine femminile 2Il volto di Norma Jeane Baker, che compare per la prima volta nel 2011, è un'effige congeniale alla ricerca di Marra, perché risponde all'elaborazione di una immagine interiore nuova, che dal 2009 preme sotto la pelle della sua pittura. Una pittura da sempre declinata al femminile ma improntata a un'insistita, ritornante malinconia del segno: sintomo, da una parte, di una non ancora compiuta separazione da un passato personale travagliato e difficile; riverbero, dall'altra, dell'esperienza giovanile compiuta da Marra nel campo della scultura funeraria. Genere che in Italia aveva trovato la propria moderna codificazione nelle forme simboliste in voga tra la fine dell'Ottocento e la I Guerra mondiale, nate per dare rappresentazione percettibile a stati d'animo e sentimenti, alle dimensioni evanescenti e impalpabili dell'interiorità e dell'immaginazione, al sogno e all'estasi amorosa, alla donna e all'irrazionale: emergenze di un invisibile fascinans et tremendum, che il Simbolismo seppe cantare, insieme con la fugacità del tempo e il processo di liquefazione di tutti i corpi solidi che le società europee avevano in passato costruito, a partire dai doveri morali e religiosi (ma non il rapporto di classe né il primato dell'economia intesa come razionalità che governa le vicende umane e sociali ), preparando così il terreno alle Avanguardie d'inizio 900 e al progetto modernista di ricostruzione dell'universo. Già allora il tema della donna - colta, presente nella vita sociale e alla ricerca di una propria realizzazione o emancipazione - s'intrecciava pericolosamente con la scoperta del dionisiaco di Nietzsche e quella dell'inconscio (perverso) di Freud, con l'avanzare calmo e determinato del Quarto stato dall'oblio della Storia. Questo è lo scenario di fondo su cui si sarebbero dispiegati i grandi eventi del 900 e non solo del 900.

l immagine femminile 3Declinando il culto della personalità a prodotto di marketing, nel 1962 Andy Warhol fa della più sexy e triste tra le dive un'icona pop pervasiva ed assente nel suo congelamento tipografico: uno strumento stordente e anestetizzante contro le emozioni, sempre difficili da padroneggiare, interpretare e ancor più da assecondare. Emozioni delle quali al contrario Norma Jeane non poté né vol le fare a meno, come rivela il volume Fragments, pubblicato da Feltrinelli nel 2010 con la prefazione di Antonio Tabucchi, che raccoglie poesie, lettere, diari dell'attrice, rivelando una donna lontana dalla bionda spumeggiante di Diamonds Are a Girl's Best Friend tramandata da cinema e pubblicità. D'altra parte, sin dal 1969, in Les stars, Edgar Morin indica Marilyn Monroe come «l'incarnazione femminile della difficile ricerca del significato e della verità della vita» e l'interprete di un cambiamento epocale: la morte dello star system con i suoi modelli, ai quali si demandava in blocco la felicità degli spettatori, e la nascita dei movimenti di liberazione femminile con i loro stereotipi estetico-sessuali.

Per questo la sua vita continua a essere un romanzo o un film dai molteplici significati, che Marra non intende narrare e neppure rievocare, quanto piuttosto cogliere quanto c'è di potente e di precario, di scomodo e di genuino, di cieco e di indomabile nella seduzione esercitata, ieri come oggi, da questo stereotipo della femminilità . E scopre che dietro quell 'icona ridotta prima a motivo iconografico poi a gadget, non c'è il vuoto trascendentale celebrato da Warhol, ma i sogni e le speranze di una ragazza cresciuta in orfanotrofio e vittima di molestie sessuali; ci sono le aspettative di una donna amata molto e amata male, ferita da amori naufragati e frustrata da gravidanze terminate in aborti, eppure non meno determinata a cercare la propria realizzazione vivendo. È questa passione a fare di Marilyn non solo l'ultima delle star del passato ma anche la prima star della soggettività postmoderna. Ed è questa passione a interessare la ricerca di Marra, intenta con consumata sapienza tecnica a ricostruire quell'idea-immagine con il colore là dove Warhol con il colore ricopriva il vuoto dello sfondo.


The feminine image, in the name of Marilyn

l immagine femminile ingThe theme of the feminine image is a constant in Marra's painting, as if he saw in it the coagulation of an identity, which is complementary to the masculine one of watch and conscience. An irrational identity, connected to the first year of l ife, with which he was able to keep in touch and which he was ab le to defend as a Piace of thoughts, as h e explicitly reveals in one of his paintings from 2012.
In actual reality, it helped him to meet-and-recognise people who later would have been fundamental far his life and his work.

In art, this brings him to encounter one of the most entrenched icons of the Western collective imagination: Marilyn Monroe. A figure which only appears to be "simple" and glamour, because it is prophetic far the sexual revolution, which was started - even before '68 - by a new kind of woman: independent, sincere, problematic in her desire to getto know the world and herself, but this woman was made witness-victim of an authentic, anxious research and of a profound dissatisfaction by an absurd and premature death.

l immagine femminile 2 ingNorma Jeane Baker's face, which appears far the first time in 2011, is a congenial symbol in Marra's research, because it complies the elaboration of an profoundly new image, which from 2009 has been pushing under his painting's skin. A painting which has always been stated to the feminine world, but stili marked by a persisted, recurring melancholy of the sign: symptom, on one side, of a still-not-accomplished separation from a tormented and difficult personal past; echo, on the other side, of Marra's juvenile experience in the funeral sculpture field. A genre which had found its modern codification in ltaly in the symbolist forms, which were fashionable between the end of the Nineteenth century and the WWI, born to give a visible representation to feelings and moods, to evanescent and intangible dimensions of the inner being and imagination, to dream and amorous bliss, to women an d irrational: emergencies of an invisible fascinans et tremendum. Symbolism was able to sing it, together with time's fleetingness and the liquefaction process of every so/id body which the European societies had built in the past, starting from the moral and religious duties (but not from the class relationship, nor from the economy leadership intended as rationality which rules human and social events), preparing, in th is way, the ground for the Avant-garde of the first 1900 and for the modernistic project of universe reconstruction . Stili then the theme regarding the woman- educated, active in sociali ife and seeking for her own realisa tion or emancipation- dangerously intertwined itself with the discovery of Nietszche's Dionysian, Freud's unconscious (perversion), and with the ca lm and determined advance of the Fourth State from History's oblivion. This is the base scenario on which the great events of 1900 - and not only - would have deployed.

l immagine femminile 3 ingTurning the personality cult to a marketing product, in year 1962 Andy Warhol makes out of the sexiest and saddest divas a pop icon, pervasive and absent in her typographic freeze: a dazing and anesthetising instrument against emotions, which are harder and harder to master, interpret and ever harder to indulge. Emotions of which, on the contrary, Norma Jeane couldn't and wouldn't do without, as Fragments reveals . This book was published by Feltrinelli in 2010, with Antonio Tabucchi's preface and it col lects poetries, letters and diaries of the actress, revealing a woman that was far from the bubbly bionde giri of Diamonds Are a Girl's Best Friend, handed down by cinema and advertisement. On the other hand, since 1696, in Les Stars, Edgar Morin shows Marilyn Monroe as «the feminine incarnation of the hard research of meaning and truth in life» and as the exponent of an epochal change: the death of the star system with its models, to whom was demanded spectator's happiness, and the birth of feminine liberation movements with their aestheticsexual stereotypes.

Therefore her life keeps being a novel or a movie with many meanings, which Marra doesn't mean to tell nor even recall, but rather to understand what is powerful and uncertain, thorny and genuine, blind and untamed in the seduction employed by this stereotype of femininity, yesterday and today. And he discovers that behind that icon, before reduced to an iconographic theme, and then to a gadget, there is not the transcendental emptiness celebrated by Warhol, but the hope and dreams of a giri raised in an orphanage and victim of sexual abuses; there are the expectations of a woman, who was loved a lot and loved badly, hurt by fai led loves and frustrated by pregnancies ended in abortions; still a woman who was determined to find her own realisation through living. This passion makes Marilyn not on ly the last star of the past, but a Iso the first star of post-modern subjectivity, and it is this passion that concerns Marra, he tries with old technical wisdom to recreate that image, building it with colour, there where Warhol, with colour, covered an emptiness which doesn't exist in nature.